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Save the Earth for Vogue

My tribute to the Director’s blog to the the “Save the Earth”topic:

Il mio contributo al Blog del Direttore sul tema “Save the Earth”:

Alessandra F. – 4 days ago

All started one day when God created the sky and the earth. The earth that at the beginning was shapeless and empty then came alive. Then God created the sea, the mountains, the sky and the stars. The plant life, the animals and finally the human being. Then we know what happened. It is the story of fights and conquests for the domain of people and the hegemony on the earth. But also stories of big scientific discoveries, and poets, famous artists and stories of writers that have been handed on from generation to generation so that the fruit of  the lived and the knowledge has been preserved and arrived to the present day. We, human people, have become the dominant species, thanks to all the progress that we have done over the centuries, so we have conditioned the enviroment and all the others forms of life. The civilizations have evolved and the technology is evolving ever more sustained, so I wonder where we will be in 50s years and at that point my mind is bombed by a sequence of images and concepts that travels at the speed of light and they project themselves on who knows what galaxy or unknown universes. But then I stopped myself and I try to take back to reality. Yes because the reality is one that is out there, the word that we’re living just now. The here and now. The garden that I see downstairs, the neighbour’s vegetable garden, the river that flows nearby and brings water. Once more…the sea of my hometowns, the mountains before, the border territories, the wonderful gulf that frames the magnificent Unità d’Italia square, its historical caffee where one time famous poets and intellectuals were used to meet. So travelling between the past and the present I think that the time to loosen the reins a little, to enjoy the fruits that mother Earth gives us every day, showing us less greedy and most grateful has probably arrived, after all we are still “human” beings.

Alessandra F. – 4 giorni fa

Tutto ebbe inizio quando un bel giorno il Signore creò il cielo e la terra. La terra che al principio era informe e deserta prese poi vita. Dio creò il mare, le montagne, il cielo e gli astri, la vita vegetale, quella animale e infine l’uomo. Poi, quello che accadde dopo lo sappiamo. E’ storia di battaglie e conquiste per il dominio dei popoli e l’egemonia sulla terra. Ma anche racconti di grandi scoperte scientifiche, storie di poeti, artisti e famosi scrittori che sono state tramandate di generazione in generazione e hanno fatto si che il frutto del vissuto e della conoscenza fosse conservato e arrivasse fino ai giorni nostri. Noi esseri umani, grazie a tutti i progressi fatti nel corso dei secoli siamo diventati la specie dominante, andando così a influenzare l’ambiente e tutte le altre forme di vita. Le civiltà si sono evolute e la tecnologia sta avanzando a velocità sempre più sostenuta, tanto che mi domando fra cinquant’anni dove saremo e a quel punto la mia mente si ritrova bombardata da una serie di immagini e concetti che viaggiano alla velocità della luce, andandosi a proiettare in chissà quali galassie e universi sconosciuti.Ma poi a un certo punto mi fermo e cerco di riprendere contatto con la realtà. Si perché la realtà è quella che c’è lì fuori, il mondo che viviamo adesso. Il qui ed ora. Il giardino che vedo sotto casa, l’orticello del vicino, il fiumiciattolo che scorre lì vicino e lo irriga. E ancora… il mare della mia città di origine, i monti antistanti, i territori di confine, lo splendido golfo che fa da cornice alla magnifica e austera Piazza Unità d’Italia, il suo storico caffè dove un tempo erano soliti incontrarsi illustri poeti e letterati. E così viaggiano fra passato e presente penso che forse è arrivato il momento di allentare un pò le redini per goderci i frutti che madre terra ci regala ogni giorno, dimostrandoci meno avidi e più grati, perché in fin dei conti siamo sempre esseri “umani”.

– See more at: http://www.vogue.it/magazine/blog-del-direttore/2015/04/23-aprile#sthash.j0qkuHX8.dpuf

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Walking around Navigli

Spring finally has arrived…so it seems…and so encouraged by the first sunny Sunday, I decided to go for a nice walk with breakfast at Navigli. Some week ends ago I casually discovered a nice Coffè just there, at the beginning of  Naviglio Grande, where there are all the bars that, starting from apertizer time, are full of people and are opened till late night. The day after, however, while a lot of people are half sleeping and are enjoing that nice sensation of torpidity under the soft duvet, the Naviglio borns in a new life and slowly wakes up while the sun starts to rise, giving as present those colors and flavours typical of the spring time.

So watching at the clear sky and that sun that gradually goes fordward to the horizon, I proceed into the stands which exhibit every kind of stuff and while I wander the Naviglio watching all these objects that retailers sell I get lost. I have always adored market with its colors and parfums, and that sensation of vivacity typical of the district places that only the market has the capaility to share. But then I suddenly became distract by the smell of fresh-backed bread,that comes out from an about to open bakery, when I finally exchange a glance with the sign of “my” bar. Cappuccino and jam brioches, comfortably seated on the chair, now watching at Naviglio and at his magnificent walk, so far low crowded.

But just the time to consume my breakfast, to make a talk with friends, enjoying moments of relax and true life and  here I am ready to stand up to have a walk, that a lot of people appears: young couples going hand by hand, tourists that with curiosity take pictures of a memory book, family and children. Naviglio has waken up, it is animated and fully alive, so I dive into that zigzag of people, browsing the happy and colored stands. for a moment I enjoy the flow of time in that setting that for some hours doesn’t look like Milano, because it gives me that sensation to be catapulted out of tipical daily Milanese frenzy. But it’s Sunday after all and the aim of Sunday is to enjoy your time, easy going, without resentments 😉

Finalmente la primavera è arrivata…così sembra… e quindi incoraggiata dalla prima domenica di sole, ho deciso per una bella passeggiata con annessa colazione sui Navigli. Casualmente qualche week end fa avevo scoperto un caffè molto carino proprio lì all’inizio del Naviglio Grande, quello dove ci sono tutti i locali che dall’ora dell’aperitivo in poi si riempiono di gente e rimangono aperti fino a notte fonda. Il mattino successivo, tuttavia, quando tante persone sono ancora a letto mezze addormentate e si godono quella sensazione di torpore sotto il morbido piumone, il Naviglio prende nuova vita e si risveglia poco a poco mentre il sole inizia ad alzarsi, regalando quei colori e odori tipici di primavera.

Così guardando il cielo terso e quel sole che poco alla volta avanza all’orizzonte, mi incammino fra le bancarelle che esibiscono oggetti di ogni genere e risalgo il naviglio perdendomi quà e la nell’osservare questa enorme quantità di cose che i commercianti si accingono a vendere. Ho sempre adorato il mercato con i suoi colori e profumi, quella sensazione di vivacità tipica dei luoghi di quartiere che solo lui è in grado di trasmettere. Poi ad un tratto vengo distratta dall’odore del pane appena sfornato, lo sento uscire da una panetteria che timidamente si accinge ad alzare la saracinesca quando finalmente  il mio sguardo incrocia l’insegna del “mio” bar. Cappuccino e brioches alla marmellata, comodamente seduta sulla sedia , sguardo al Naviglio e alla sua splendida camminata, per ora ancora poco affollata.

Ma tempo di consumare la mia colazione, fare due chiacchiere, godermi momenti come questo di sano relax e vera vita, per poi rialzarmi a fare due passi che ecco è arrivata un sacco di gente, giovani coppie mano nella mano, turisti curiosi che scattano foto da album dei ricordi, famiglie e bambini. Il Naviglio si è svegliato, è animato e vivace, così mi immergo in quella serpentina di folla, curiosando anch’io qua e là fra le bancarelle allegre e colorate. Mi godo per un attimo lo scorrere del tempo in quella cornice che per qualche ora mi sembra non essere Milano, perchè regala quella sensazione di sentirmi catapultata fuori dalla tipica frenesia milanese di tutti i giorni. Del resto è Domenica e come tale è fatta per prendersi i propri tempi, senza sensi di colpa nè risentimenti 😉

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