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#Piccole storie di Grandi Donne su Elle It

Some months ago I was ispired by the feeling of the moment, so I wrote a letter to Elle. I was so happy while Danda Santini, the manager director of the magazine, wrote me back telling me that she would have gladly published my letter. I can’t tell you my satisfaction! I didn’t know exactly when it would be happen, so mounth by mounth, I confident continued to buy the magazine.While some days ago, a friend of mine texted me that she had red my article on Elle magazine🙂 So I want to share it with you now. This is the complete version.

Dear Elle

I read your magazine since years,  but this is the first time that I need to write to you. I’m ispired by the histories of big-successful women, to whom you often dedicate interviews or special story. Today I will tell you the story of a little succesfull woman, my one. Little woman because I can’t compare myself with a creative director or an executive manager, little woman of success because I feel I am overcoming a period of big trials . About five mounths ago, after a different medical examinations, the doctors diagnosed me a rare desease which confined me into the hospital for four mounths. Since the traditional medical attentions with cortisone didn’t give the expected results, the doctors decided to use an alternative and strong medical attention that fortunately improved my health. It’s useless to get you down telling how my state of mind could have been in some days, the state of mind of 34 old woman that feels that all her life is put at stake, from one day to the next, without any notice. But what I would like to tell you is about that innate capability of the women that tries to see, also in the dark moments, the light at the end of the tunnel also in the worst moments. The capability of falling down and then pick up again ourselves. The capability to see the glass half full and not half empty. I think that we are brave women and we don’t let get pushed around by no one. I’m don’t telling you that I’m like a robot without any feelings, because like anybody else I have my fears too. Fear that drugs can change my body, fear to loose my job due to too many days of desease, fear to have not the capability to have childrens and one family tomorrow. But after that I stop,I reflect and I think… I think about the little-big women of the past and the present, about their heroic ventures and about the succesful stories and all this,  every time, gives me a big power to go on, to devise my future, day by day. Because if today there is windstorm, I know that tomorrow the sun will rise and shine on us, little big women.

Un po di mesi fa, ispirata dal sentimento del momento ho deciso di scrivere a Elle e non vi dico che gioia quando mi ha risposto direttamente Danda Sanitini, direttrice della rivista dicendo che avrebbero pubblicato la mia lettera molto volentieri. Non stavo nelle pelle dalla felicità! Non sapevo esattamnte quando questo sarebbe avvenuto, così continuavo a comprare mese dopo mese, fiduciosa il magazine. Finchè un po di giorni fa non mi scrive una mia amica dicendo che aveva letto il mio articolo su Elle🙂 E così ora lo condivido con voi, in versione integrale.

Cara Elle,

Leggo la tua rivista da anni,  ma questa è la prima volta che sento la necessità di scriverti.  Sono ispirata alle storie di grandi donne di successo,  a cui spesso e volentieri dedicate delle interviste o dei servizi speciali. Beh oggi vi racconterò la storia di una piccola donna di successo,  la mia. Piccola donna, perché non posso certo paragonarmi a un direttore creativo o a un amministratore delegato,  di successo perché sento di star superando un periodo di grandi prove. Circa cinque mesi fa, in seguito a una serie di visite specialistiche,  mi è stata diagnosticata una malattia rara che mi ha costretto ad un ricovero ospedaliero di ben quattro mesi. Poiché le tradizionali cure a base di cortisonici non davano i risultati aspettati,  i medici sono dovuti ricorrere a terapie alternative abbastanza forti che fortunatamente hanno migliorato il mio stato di salute.  Inutile deprimervi raccontandovi di come poteva essere in certe giornate il mio umore (viste le conseguenze della mia patologia sul piano fisico e psicologico), quello di una donna che all’età di 34 anni sente che tutta la sua vita viene rimessa in discussione,  dall’oggi al domani, senza preavviso. Quello di cui invece vorrei parlare è quell’intrinseca capacità,  tutta al femminile di cercare di vedere anche nei momenti bui la luce in fondo al tunnel,  di cadere per poi rialzarsi, di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Insomma siamo donne con gli attributi e non ci facciamo mettere i piedi in testa da niente e nessuno. Con questo non ti sto dicendo che sono un robot senza sentimenti, perché anch’io come tutti gli esseri umani ho le mie paure. La paura dei cambiamenti che i farmaci possono portare sul mio corpo, la paura di perdere il posto di lavoro per i troppi giorni di malattia effettuati,  la paura di non poter avere un domani dei figli e costruirmi una famiglia. Ma poi mi fermo, rifletto e penso… penso a piccole – grandi donne del passato e del presente, alle loro imprese vincenti e alle storie di successo e questo mi da sempre una grande forza per andare avanti, per costruire il mio futuro, giorno dopo giorno. Perché anche se oggi fuori soffia vento di tempesta so che domani il sole sorgerà e splendera’ su di noi, piccole – grandi donne.

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